premio saggistica

ROSETO – Si è svolta sabato 31 maggio, con un doppio appuntamento, la cerimonia finale della XII edizione del Premio di Saggistica “Città delle Rose”. La mattina, al Palazzo del Mare, la terna dei finalisti della sezione Tematiche giovanili, intitolata a “Micol Cavicchia”, ha incontrato la giuria composta da 30 giovani. Sono stati loro, al termine di un dibattito, a decidere il vincitore finale della sezione tra i tre prescelti.
La terna dei finalisti era composta dallo storico dell’arte Costantino D’Orazio con “Caravaggio segreto”, dall’etnologo ed antropologo Vito Teti con “Maledetto Sud” e dall’editorialista del “Corriere della Sera” Armando Torno con “Elogio delle illusioni”. E’stato proprio quest’ultimo ad essere decretato vincitore assoluto, durante la cerimonia che si è tenuta poi nel pomeriggio, alla Villa Comunale, dove sono stati premiati, uno ad uno, tutti i vincitori delle varie sezioni.
Il presidente della Giuria, il Prof. Vincenzo Cappelletti, ha voluto smentire la vox populi in voga da qualche anno, riguardo all’imminente scomparsa del libro. “Il libro è lontano dalla morte, non è vero che sta scomparendo – afferma l’attuale presidente della Società Europea di Cultura – e quest’anno ci sono state tantissime differenti manifestazioni di pensiero rappresentate attraverso i libri”.
Tra gli autori premiati, con “I conti della storia”, lo storico e giornalista (più volte direttore del Corriere della Sera e de La Stampa) Paolo Mieli, che ha ribadito come quello rosetano non è “un premio” ma “il premio” alla saggistica e nessun autore potrà mai esimersi dal parteciparvi. Il presidente di RCS Libri ha dedicato il riconoscimento ricevuto ai suoi maestri, Renzo De Felice e Rosario Romeo, ed al membro della giuria Franco Ferrarotti, professore rivoluzionario ritenuto il “padre della sociologia moderna”.
Lo stesso Ferrarotti più tardi ha voluto criticare la strada intrapresa da una parte dei sociologi odierni, che a suo giudizio “si stanno vendendo al calcolo numerico, rinunciando al pensiero, dimenticando che un pensiero sociologico non potrà mai rappresentare una verità pubblica”. A giudizio del celeberrimo intellettuale, il computer “è stupido, perchè non ha la capacità di porsi dei dubbi, mentre la cultura nasce dal porsi domande”.
Premiato come miglior autore straniero con “L’uomo semplificato” Jean-Michel Besnier, che ha chiarito come le macchine ci rendano la vita più semplice ma ci portano a diventare tutti uguali; però la letteratura sta resistendo a questa standardizzazione dell’uomo.
Menzione speciale per gli autori abruzzesi Giulio Rapposelli per “Indagine sul sogno” ed Annnacarla Valeriano per “Ammalò di testa. Storie del manicomio di Teramo”, che ha voluto dedicare il premio, oltre che al Prof. Guido Crainz, a tutti gli ospiti del manicomio, elementi più deboli di varie fasi storiche della nostra società.
In conclusione, è stata ufficializzata la vittoria assoluta nel premio “Micol Cavicchia” di Armando Torno, che, come già dichiarato ai ragazzi durante la mattinata, ha voluto ribadire che non è vero che non bisogna mai illudersi perchè le illusioni ci aiutano a vivere meglio.

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Piergiorgio Stacchiotti