Domenica 3 aprile, ore 17:30, ci sarà la festa per i dieci anni di Eidos. Vi aspettiamo all’Hotel Liberty

Invito 10 anni Eidos

La data di domenica 3 aprile 2016 si sta avvicinando e, quindi, anche la festa di compleanno del nostro giornale. L’appuntamento è per le ore 17,30 presso l’Hotel Liberty e ci saranno proprio tutti, vale a dire i “vecchi” collaboratori e i nuovi protagonisti di questa avventura iniziata nel marzo del 2006. Tante le firme e i supporter, ma uno in particolare è e sarà sempre nei nostri cuori, proprio perché sin dall’inizio appose la sua prestigiosa firma sulle pagine di un giornale da un nome un po’ strano (“Non è tanto facile da ricordare, ma può funzionare”, ci diceva il nostro) e che lo vide subito protagonista. Parliamo di Luigi Braccili che poi è diventato nel corso degli anni un pilastro della rivista, al punto che le sue “Punture rosburghesi” non solo erano attese, ma facevano tremare i politici, ai quali Gigino non risparmiava le sue acute critiche. Proprio perché la festa sia anche un momento di ‘memoria storica’ abbiamo chiesto al figlio Umberto, nota firma della Rai regionale, di tracciarne un breve ricordo. Poche parole in cui si materializza l’immagine del padre.

 

Gigino Braccili in dieci righe. Si può, lui le avrebbe anche ridotte per parlare “i suoi grandi”. Un ricordo? Intanto stima massima per Eidos che gli aveva dato la possibilità di fare delle punture, lui che infermiere non era. Scriveva in autonomia, lo ha insegnato anche a me. Il “pic, poco indolor” era la sua libertà, come tutto quello che ha scritto nella vita. Penna eccelsa, non parla il figlio ma un invidioso, antifascista, perché ha conosciuto la banalità di un ventennio, libero e onesto. Ricordo qualcuno “punto” dal Gigino di Roseto che incontrandomi non protestava per quello che aveva scritto, chiedeva solo clemenza, magari con la formula di essere dimenticato. Io penso che uno dei problemi nati dalla sua morte sia quella pagina bianca oggi “virtuale” che qualcuno nota in un periodico del quale mio padre andava fiero. “Dove c’è un giornale libero c’è democrazia, un qualcosa che si respira” mi ha ripetuto già nella culla, quando ero neonato. Ci sono 50 libri scritti e tante punture per dire che è vivo. Ma ricordare, spesso non basta, almeno per me. Io cerco di stringere forte i suoi insegnamenti. Spero di non accontentarmi. Scusa papà, ho parlato bene di te per più di dieci righe ma …te lo devo.

Umberto Braccili … fu Luigi

 

  1. P. S. della redazione

Lo spazio delle “punture”, con altri spunti e diverse osservazioni, è a disposizione di Umberto che, a cadenze libere e compatibili con i suoi impegni lavorativi, inizierà un nuovo percorso “sulle vestigia degli antichi padri”, come avrebbe detto il Principe di Montenevoso.

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