Suggerimenti su cosa regalare a Natale

regaloIl dono intelligente non è quello utile e ne il più stravagante, per scegliere bene occorre indovinare dell’altro/a quello che nemmeno lui/lei sa di se stesso/a. Come? Ma con un po’ di psicologia e qualche consiglio che mi permetto di dare.

Utile o imprevedibile, spiritoso o pratico, il regalo di Natale è un dilemma. E’ vero che anche quando non rappresenta un dovere, ma il reale desiderio di esprimere affetto, indovinare il dono “giusto” è molto difficile.

Una cosa comunque è certa, il regalo che si ricorda è quello che ha saputo rispondere ad un desiderio dell’inconscio, che ha aiutato a scoprire qualcosa di se stesso, una finestra che permette alla fantasia di entrare nel quotidiano.

Il “cocktail” del buon regalo si prepara così: un pizzico di fantasia, la capacità di suscitare emozioni, l’individuazione di aspirazioni inconsce.

Come prima cosa sarà bene abolire gli oggetti utili. Come chiedersi: fuma? Allora gli farò una pipa, ama l’arte? Gli regalerò un libro. Così facendo produrremmo doppioni, il destinatario se ne intende ben più del donatore.

Quindi dobbiamo partire dalla domanda opposta. Che gusti non ha? In ognuno di noi c’è ancora il bambino che attraverso il regalo scopre il mondo. E in ognuno di noi esiste un mondo che le circostanze e le scelte della vita non hanno lasciato emergere. Capire, dal linguaggio dei gesti, le ispirazioni segrete che chi riceverà il dono nemmeno conosce è l’essenza giusta.

Ma come sono nati i regali di Natale? Nella tradizione cristiana avevano il senso della ripetizione del gesto che venne compiuto da Dio dandoci suo figlio Gesù. Ma le origini sono state ben più antiche. La tradizione racconta che il re sabino Tito Tazio, ricevette in dono un ramo verde prelevato da un bosco sacro alla dea Strenua che era la protettrice della salute. Visto che il dono venne gradito, il re lo volle istituzionalizzare. Così nacquero le “strenne”. La tradizione, poi, si diffuse tra i romani i quali aggiunsero: fichi secchi e datteri. Allo stesso tempo, venne anche indicato un giorno specifico; i Saturnali, festa che durava dal 17 al 24 dicembre. Questo periodo corrispondeva al periodo del Solstizio d’Inverno, che cade il 22 decimbre, quando i giorni di luce tornano ad allungarsi. Ecco allora che i doni servono a festeggiare la notte che va via. In seguito, venne adottata dalla chiesa per il Natale attuale, facendo in modo che si collegasse la festa pagana con la festa cristiana.

Tra Scienza e Fede

scienzaefedeIl Papa ha auspicato tra Fede e Scienza una “concordia fruttuosa”. Si può parlare di disgelo tra il “sapere della chiesa” e la “conoscenza del mondo?” E’ lecito parlare di contrasto tra due modi di intendere che non possono che procedere d’accordo, visto che hanno come finalità comune la ricerca della Verità. Il Pontefice ha riconosciuto le colpe della Chiesa nella persecuzione subita da Galilei, visto che ebbe molto da soffrire da parte  degli uomini e degli organismi Clericali, ed ha anche manifestato la volontà di andare oltre la rivalutazione fatta dal Concilio Vaticano II. < Non ci può essere conflitto tra Fede e Scienza> scriveva Galilei nel 1613 al padre benedettino Castelli < la Sacra Scrittura e la Natura procedono entrambe dal Verbo Divino, l’una dettata dallo Spirito Santo, l’altra come esecutrice degli ordini di Dio>.

La scienza moderna è nata da un atto intellettuale di Dio: la Natura. Sul pianeta Terra si sono succedute tante civiltà, e nessuna di esse era mai arrivata ad “inventarsi” la Scienza. Questa grande scoperta dell’intelletto umano, è nata in casa Cattolica. Galileo, da buon cattolico, come scienziato non poteva rinunciare alle sue scoperte, e come cattolico non avrebbe potuto rinunciare alla sua fede. Lo stesso Galilei affermava:< la Bibbia è la parola di Dio, la Natura è la sua opera. Ecco perché io studio le leggi fondamentali della Natura. Essa non è opera del caso. E come se un libro fosse scritto da un pazzo, sarebbe inutile illudersi di trovarci qualcosa di profondo, sarebbero tutte parole prive di senso>.

La Scienza proviene dopo la scoperta del Linguaggio e dopo la scoperta della Logica. Distinguere tra l’Immanente e il Trascendente è difficile. Come si fa a dire che la Scienza è nemica della Fede? L’uomo di scienza può essere anche uomo di fede. L’uomo della strada non percepisce discorsi complicati. Gli hanno detto che il marxismo combatte la religione. E’ necessario che l’Autorità della chiesa ne parli. Il progresso scientifico non può che arricchire l’uomo e la sua cultura. La scienza deve procedere in modo indipendente da qualunque condizionamento. Essa opera nell’immanente studiando l’opera di Dio: la Natura. La Chiesa si deve occupare del trascendente lasciando alla Scienza l’immanente. La fede in Dio o in una religione, è un fatto privato, così come lo è la Scienza.

La libertà di pensiero è la base vitale per la Scienza. Uno scienziato costretto a seguire schemi prefissati non potrebbe fare ricerca scientifica. Se fino al secolo scorso per lo scienziato era pericoloso fare affermazioni che contrastassero con i testi sacri, oggi i teologi aspettano dalla scienza di conoscere come è fatto il mondo. Il cardinale Bellarmino, durante il processo a Galilei, auspicava che la scienza si doveva limitare a fare i calcoli e a redigere le leggi, mentre non doveva pretendere di occuparsi della descrizione “vera” del mondo, compito del Chiesa. La posizione della Scienza Ufficiale è il limitarsi nella formulazione delle Ipotesi, dei Modelli, delle Teorie. La Scienza concede ai Teologi di occuparsi dei valori. Entro i limiti della Scienza, il cardinale Bellarmino, non dava torto a Galilei, non dichiarava improprio il sistema copernicano: <il dire che rendiamo conto che la Terra si muova e che il Sole sia in quiete (sistema copernicano) meglio di quanto possiamo fare usando epicicli (sistema tolemaico). Purchè non si pretenda che ciò sia più che un punto di vista matematico>.

Nel dibattito sul processo a Galileo, possiamo tirare in ballo un Vescovo inglese, che si oppose al Darwinismo, affermandogli: <se Ella ritiene di discendere da una scimmia, pensa di discendervi per via paterna o per via materna?>. Nella dottrina dell’<armonia di fede e ragione>, il contenuto della Fede è verità perché rivelata da Dio, e i principi della Ragione sono verità per se evidenti. Quindi possiamo concludere che tra le verità della Fede e quelle della Ragione, non può esistere contrasto. Solo il falso è contrario a vero.