Magdi Crisitano Allam Al Moretti di Roseto l’11 ottobre 2016

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Magdi Cristiano Allam l’11 ottobre sarà all’Istituto Moretti di Roseto

 

Due saranno gli incontri che lo scrittore terrà. La mattina con gli studenti e nel pomeriggio, alle ore 16:00, con i docenti e con il pubblico

 

È un bel colpo messo a segno dalla scuola rosetana che martedì 11 ottobre ospiterà uno degli scrittori più seguiti nel panorama librario italiano. Le posizioni di Allam sono note ai più, con una critica molto marcata su alcuni aspetti del mondo musulmano e soprattutto sulla deriva nichilista e laicista di tutto l’Occidente e in particolare dell’Italia. L’occasione, all’autore di molti best seller, di partecipare a due incontri al Moretti di Roseto è data dall’uscita dell’ultimo suo libro, Io e Oriana, in cui lo studioso ripercorre il rapporto che ha avuto nel tempo con la grande giornalista-scrittrice fiorentina, trapiantata negli ultimi anni della sua vita a New York. Magdi Crisiano Allam avrà due incontri nell’istituto rosetano. Il primo alle ore 11:00, in cui dialogherà con gli studenti, e il secondo alle ore 16:00 in cui parlerà a tutti coloro che vorrano partecipare. Il luogo deputato per le conferenze è l’aula magna della scuola di Voltarrosto. Magdi Crisciano Allam è già stato a Roseto, ospite tre anni fa della “Settimana della Fratellanza”.

Note biografiche

Magdi Cristiano Allam è nato al Cairo nel 1952 ed è cittadino italiano dal 1986. Da musulmano per 56 anni ha creduto in un “islam moderato”, fino a quando non è stato condannato a morte sia dai terroristi islamici sia dai sedicenti “musulmani moderati”. Nel 2008 ha ricevuto il battesimo da Papa Benedetto XVI. Nel 2013 si è dissociato dalla Chiesa di Papa Francesco per la sua legittimazione dell’islam e per la promozione dell’accoglienza dei clandestini che sono prevalentemente islamici. È stato il primo giornalista a subire un procedimento disciplinare per “islamofobia” da parte dell’Ordine Nazione dei Giornalisti e a vincerlo, facendo trionfare il principio che è lecito criticare l’islam. Ha denunciato il “Jihad by Court”, la Guerra santa islamica attraverso i tribunali, una persecuzione giudiziaria che subisce per impedirgli di scrivere e di parlare contro l’islam. Tiene conferenze, ha scritto 14 libri su islam e immigrazione, è editorialista del Giornale. Ha fondato l’Associazione “Amici di Magdi Cristiano Allam” (www.amicimca.it) per diffondere informazione corretta, riscattare la certezza e l’orgoglio di chi siamo, tornare a essere pienamente noi stessi dentro casa nostra.

 

Sinossi del nuovo libro “Io e Oriana”

Io e Oriana. Un rapporto paragonabile a un amore che è esploso all’improvviso, che ha subito coinvolto intensamente la totalità del nostro essere persone sul piano intellettuale ed affettivo, che è sembrato così veritiero da concepirci un tutt’uno sul piano spirituale al punto che lei mi aveva designato come suo unico erede spirituale: “Più ti leggo, più ci penso, più concludo che sei l’unico su cui dall’alto dei cieli o meglio dai gironi dell’inferno potrò contare. (Bada che t’infliggo una grossa responsabilità)”. Un rapporto che è stato a un passo dall’esprimere il meglio di noi stessi traducendosi in un’opera comune, il libro “Magdi Allam intervista Oriana Fallaci”, effettivamente scritto ma non pubblicato, che avrebbe potuto essere il capolavoro della nostra vita.

A dieci anni dalla morte di Oriana sento il dovere di raccontare un’esperienza estremamente significativa della mia vita che, da un lato, mi ha donato una straordinaria soddisfazione intellettuale e interiore, dall’altro è stata un fattore vitale per la rivisitazione delle mie scelte di fondo, culminando nell’adesione alle idee di Oriana. Ancor prima della sua morte il 15 marzo del 2006 presi atto che Oriana aveva ragione nel considerare i terroristi islamici la vera rappresentazione dell’islam e nel condannare anche i sedicenti “musulmani moderati” che ci impongono la legittimazione dell’islam come religione e la costruzione delle moschee. Quando nella notte della Veglia Pasquale il 22 marzo 2008 decisi di abiurare l’islam e di convertirmi al cristianesimo, compresi che Oriana aveva ragione nell’indicare specificatamente l’islam come la radice del Male.

Noi tutti oggi, volenti o nolenti, siamo debitori a Oriana. Lei è stata indubbiamente la voce che più di altre ha saputo scuotere le nostre coscienze, ha saputo costringerci a guardare in faccia alla realtà della guerra scatenata dal terrorismo islamico nel nome dell’islam. Noi tutti abbiamo il dovere di dire: “Grazie Oriana”.

XX Edizione “La Cultura in cammino” con il dott. Angelo Cioci

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XX Edizione “La Cultura in cammino”

“Problemi di comportamento e apprendimento

nei bambini e negli adolescenti” con il dott. Angelo Cioci

 

La serie di incontri e approfondimenti culturali dedicata ai giovani e a tutti gli appassionati riprenderà lunedì 10 ottobre 2016 [ore 16:30 per studenti e docenti sul tema “Problemi di comportamento in età evolutiva (attenzione, memoria, iperattività, tratti di autismo infantile)”; ore 20:30 per i genitori “Problemi di comportamento in età scolare”] presso la sala riunioni della Scuola Primaria “G. D’Annunzio” di Roseto degli Abruzzi (stesso luogo anche per le altre date). Il tema della sezione autunnale de “La Cultura in cammino”, giunta alla XX edizione, sarà imperniato su “Problemi di comportamento e apprendimento nei bambini e negli adolescenti”, argomento sempre molto importante per comprendere le fasi educative di alunni e studenti. Al primo appuntamento parteciperà il dott. Angelo Cioci, specialista in Clinica Pediatrica, Psicologia Medica e Pediatria Preventiva. La sua esperienza sarà importante per approfondire aspetti dell’età evolutiva, sia per il ruolo che lo studioso svolge a Bologna, in collaborazione con la locale università, sia per la lunga esperienza di pediatra.

Le altre date sono: lunedì 17 ottobre 2016 con la psicologa dott.ssa Nicoletta Maggitti (sul tema Integrazione e inclusione: le esperienze sul campo nelle scuole del territorio”) e il 13 dicembre di nuovo con il dott. Angelo Cioci che parlerà di “Problemi di apprendimento (Dislessia, Disgrafia, Balbuzie)”.

 

Questi appuntamenti hanno lo scopo – sottolineano i responsabili della Cerchi Concentrici Promotor – di porre in modo semplice problematiche complesse all’attenzione di studenti ed esperti, in modo che si possa fare chiarezza su molti luoghi comuni che già nella prima fase educativa etichettano i bambini in modo errato e spesso forviante. L’ausilio di esperti, come il dott. Cioci, darà la possibilità a molti di riflettere su tematiche sempre attuali e importanti.

Programmazione estiva dell’associazione culturale Cerchi Concentrici Promotor: Storia, letteratura, libri e tanta musica

070 - Programmaz. estiva 2016

Siamo già entrati nella bella stagione, quella che vede tantissime persone riversarsi sul lungomare di Roseto, provenienti dalle varie regioni italiane, dall’estero e dalle zone limitrofe. Aspettando le informazioni dettagliate sulle tante iniziative dell'”Estate rosetana”, l’associazione culturale Cerchi Concentrici Promotor ha messo in cantiere alcune serate improntate su approfondimenti di spessore, in cui risalti un unico intento: cercare di veicolare i vari temi trattati nel modo più semplice e discorsivo, tenendo sempre in mente la divulgazione del sapere aperta a tutti.

Si inizierà il 18 e 19 luglio presso il Lido La Vela per una nuova iniziativa, la I edizione della Narrazione della Storia, con un sottotitolo che spiega molto: “L’affascinante racconto dei fatti storici”. Nella prima sera (lunedì 18 luglio, ore 21,00) sarà presente il noto studioso, scrittore e professore emerito presso l’Istituto Italiano di Scienze Umane della Scuola Normale Superiore di Pisa, Franco Cardini, vincitore dell’ultimo Premio di Saggistica “Città di Roseto”, il quale presenterà il libro “Il califfato e l’Europa – Dalle crociate all’Isis: mille anni di paci e guerre, scambi, alleanze e massacri” (Torino, Utet, 2016). Il giorno dopo (martedì 19 luglio, ore 21) ci sarà l’intervento di William Di Marco, docente di Storia Contemporanea, che parlerà di “Totalitarismi e comunicazione – I caratteri comuni dei regimi che hanno oscurato il XX secolo”.

La seconda rassegna è dedicata a Libri d’estate, sempre al Lido La Vela. Il 25 luglio, ore 21, verrà ri-presentato il lavoro di Camillo Cerasi “Storia del calcio a Roseto (1920-2015), con un’appendice molto interessante: la proiezione di un filmato sulla storia del calcio locale.

Il terzo appuntamento (Lido La Vela) sarà imperniato su Incontri Letterari. L’evento, giunto alla III edizione, è molto atteso dagli appassionati di letteratura. Anche quest’anno gli occhi saranno puntati su una professoressa amatissima da queste parti, Manuela Racci, docente di Lettere e Biblioterapia. Nella prima serata (mercoledì 27 luglio, ore 21) la studiosa di Forlì presenterà l’ultimo suo volume “Caro amore ti scrivo…” (Bologna, Minerva Edizioni, 2016), mentre il giorno dopo (giovedì 28 luglio, ore 21) la Racci si soffermerà su un grande nostro corregionale: “L’ombra della Bellezza: D’Annunzio e l’inaspettata malinconia notturna”.

L’ultima rassegna è per venerdì 5 agosto, ore 21 (davanti al Lido La Lucciola). Spazio alla IV edizione del “Dimarcolor Color People Festival – Colori e musica degli anni ’60 e oltre”. A suonare quest’anno saranno i Radio Vintage, con l’ospite speciale Antonio Di Gabriele. Per informazioni: cerchiconcentrici@email.it.

Roseto, presentato il libro del giovane Giammarco Menga dedicato a D’Annunzio

COVER-LIBRO-SPORTIVAMENTE-DANNUNZIO-205x300_410x600ROSETO – Ieri sera, in una libreria “La Cura” di Roseto gremita in ogni suo posto, il giornalista rosetano Piergiorgio Stacchiotti ha presentato il libro di Giammarco Menga, il giovane aquilano che ha incassato un grandioso successo con il saggio dedicato al vate abruzzese, Gabriele D’Annunzio, giornalista, letterato e sportivo, libro dal titolo “Sportivamente D’Annunzio“. Una visione fresca, giovanile e destrutturata, come l’ha definita Menga, di un D’Annunzio, per certi aspetti, diverso da quello che si conosce in genere; per dare la possibilità a chiunque di fruire del saggio. Il pomeriggio è trascorso tra le curiose domande di Stacchiotti e i numerosi aneddoti esposti magistralmente dal giovane autore che, sul D’Annunzio sportivo e giornalista, si è tanto dedicato con passione. La fine della presentazione, invece, ha riservato una bella sorpresa per Menga: l’editore del libro, presente in libreria, ha svelato che Italo Cucci avrebbe il desiderio di scrivere a quattro mani con Giammarco Menga, il suo libro sulla storia del giornalismo sportivo italiano, dal ‘900 ad oggi. Cucci si occuperebbe del giornalismo sportivo in Italia fino agli anni ’90, mentre Menga avrebbe la possibilità di curare quella più moderna, degli ultimi 20 anni. Giammarco, visibilmente emozionato, ha accettato la proposta con molto piacere.

Sinossi del libro

L’indagine condotta all’interno di questo saggio verte sull’intreccio tra letteratura e giornalismo in Gabriele d’Annunzio tramite il confronto e l’analisi di alcune delle sue principali opere letterarie con gli articoli scritti in qualità di giornalista sui maggiori quotidiani italiani del tempo. L’attenzione si incentra in particolare sugli articoli sportivi dello scrittore abruzzese, una novità nel panorama editoriale di fine ’800 tanto da poter considerare il Vate un pioniere del futuro giornalismo sportivo. Oltre che a raccontare di sport, d’Annunzio ne è stato anche cultore in prima persona. Nel corso della sua inimitabile vita, ha praticato numerose discipline, cavalcando l’onda del progresso, passando dalla bicicletta all’automobile, dal cavallo agli aeroplani. Senza tralasciare gli sport individuali per eccellenza, come la scherma e la box. La sua attitudine al movimento è testimoniata anche dagli appunti di ginnastica da camera e dalle pagelle degli anni liceali al Convitto “Cicognini” di Prato riportate nell’opera. Tra le invenzioni in ambito sportivo, l’autore si sofferma in particolare sullo scudetto tricolore. Il famoso triangolino bianco, rosso e verde, oggi cucito su tutte le maglie delle rappresentative sportive nazionali italiane, fu infatti ideato proprio dal Vate durante la reggenza fiumana subito dopo la fine della Prima guerra mondiale. In coda al testo una galleria fotografica mostra del materiale inedito dello scrittore abruzzese. Prefazione di Giordano Bruno Guerri. Postfazione di Italo Cucci.

Chi è Giammarco Menga?

Giammarco Menga nasce a Sulmona (L’Aquila) l’11-12-1990. Il padre, insegnante e ricercatore scolastico è un grande appassionato di cinema e di media, così Giammarco cresce con la passione per la televisione, il cinema e i montaggi-video. Sin da piccolissimo comincia a dilettarsi con telecamera e microfono, inventando telecronache con giocatori immaginari e prove di montaggi con i primi Mac in circolazione in Italia. Inizia il suo percorso nel giornalismo e nel mondo dei media. A 10 anni compiuti conosce colui che sarà il suo scopritore, il giornalista aquilano del Corsport Dante Capaldi che decide di lanciarlo nell’allora prima tv regionale TeleAbruzzo. A soli 11 anni appare cosi’ nei programmi di cultura e sport vedi “Pianeta scuola” e “Stadium”, raccontando la propria passione per il giornalismo e presentando i primi servizi (TG ragazzi Abruzzo) e i primi filmati sportivi (vedi il racconto parodico del derby L’Aquila-Pescara nella serie C-1 2002-2003 trasmesso dall’emittente aquilana, TVUNO).In questo anno cura le interviste del progetto “Pof in video” dell’Istituto comprensivo di San Demetrio (L’Aquila) mentre un anno piu’ tardi presenta il filmato sportivo “Calcio di oggi, gladiatori di ieri” alla sala conferenze dell’ITC dell’Aquila per parlare di violenza negli stadi assieme al Prefetto e alla Questura del capoluogo abruzzese. Nello stesso anno compaiono anche i primi articoli su riviste locali e regionali come la “Perdonanza” e “Sallustio 2000”. Viene selezionato dalla Rai per far parte della giuria al Festival Internazionale dell’Animazione televisiva, svoltosi a Salerno nel mese di Aprile.

L’artista Giorgio Mattioli espone alla Villa Comunale di Roseto

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Torna con una personale molto attesa e sicuramente interessante l’artista ferrarese Giorgio Mattioli, ma da sempre rosetano, almeno nei lunghi mesi estivi. La sua attività pittorica e scultorea l’ha praticata un po’ in tutta Italia, dalla sua Emilia Romagna (a Bologna, Forlì, Imola) a Milano, da Roma alla stessa Roseto, dove ormai è operativo da diverso tempo. Tante le mostre nei vari centri culturali internazionali e diverse le critiche positive avute in questi anni da grandi esperti che lo considerano non solo un innovatore, ma anche uno sperimentatore di tecniche alternative. Nell’opuscolo che accompagna la mostra rosetana, inaugurata il 3 maggio e che rimarrà aperta fino al 21 di questo mese, sono riportati alcuni commenti di famosi critici, tra cui quello di Vittorio Sgarbi, il quale scrive: Giorgio Mattioli è un creativo inimmaginabile; riesce a sviluppare una catena infinita di opere sempre nuove ed originali che emozionano secondo codici che di volta in volta reinventa e che rispondono unicamente ad una ragione, quella della verità.

Scrittore abruzzese, vince il premio letterario internazionale Città di Cattolica

SCRITTORE-ABRUZZESE-VINCITORE-AL-PREMIO-LETTERARIO-INTERNAZIONALE-CITTA’-DI-CATTOLICA-2_600x468ROSETO – “Riverberi d’ombra” è il secondo romanzo di Antonio Masseroni, scrittore di Roseto degli Abruzzi.

Al romanzo, avvincente come un thriller, con una cadenza narrativa ricca di scene dense di paure e riflessioni, è stato assegnato recentemente il “Premio Emotion” al “Pegasus Liberary Awards”, il premio letterario internazionale della città di Cattolica.

Il romanzo racconta la storia di un papà che cerca di recuperare a pieno la serenità sua e dei propri figli, in tenera età, dopo la scomparsa drammatica della moglie.
L’autore nell’intreccio della storia, ambientata negli Stati Uniti d’America, sa cogliere con apparente leggerezza molti aspetti reconditi dell’animo umano, con una scrittura agile e godibile e attraverso personaggi e protagonisti dai profili psicologici ben sfaccettati e definiti.
Un racconto con piani narrativi intrisi da risvolti psicologici ed esoterici alla scoperta delle proprie paure ma anche della consapevole forza dell’amore.
Il libro è un’avventura straordinaria dei propri limiti razionali incapaci di dare una risposta a quesiti etici-esistenziali. Nel romanzo, infatti, come in un giallo aleggia un’ombra inquietante, impercettibile ma presente. Man mano che scorrono le pagine, l’ombra sembra prendere sempre più forma ma dentro dei contorni indefiniti. Contorni oscuri che ogni lettore può immaginare in un’identificazione concettuale, secondo i propri intendi culturali.
Un buio che coinvolge i protagonisti del romanzo, i quali non si fermano a chiedersi da dove provenga, ma quale sia la strada giusta per uscirne e rivedere la luce rassicurante della vita serena priva d’angoscia. Un buio e un’ombra dell’anima che i protagonisti imparano a fronteggiare.
La vita, in realtà, può serbare a ogni individuo e a ogni momento, delle prove terribili da superare come la perdita di una persona cara, insostituibile, che lascia nello sconforto e segnano l’animo con un senso di smarrimento e triste malinconia.
La razionalità, per quando via diretta della ragione, non basta da sola a dare la determinazione sufficientemente utile a superare i drammi di un destino avverso. Solo dando ascolto all’amore sconfinato verso le persone care, i protagonisti possono trovare quella forza interiore per avvicinarsi al senso spirituale del credo ed entrare in un’ottica dell’aldilà per sconfiggere le “ombre” o i demoni e, così, recuperare la gioia della vita.
“Reverberi d’ombra” di Antonio Masseroni è pubblicato da Artemia Edizioni di Mosciano S. Angelo (TE), giovane ma già affermata casa editrice che cerca di dar voce ai nuovi autori abruzzesi. Il libro può essere acquistato nelle librerie o nei specifici siti internet al prezzo di 15 euro.

Domenica 3 aprile, ore 17:30, ci sarà la festa per i dieci anni di Eidos. Vi aspettiamo all’Hotel Liberty

Invito 10 anni Eidos

La data di domenica 3 aprile 2016 si sta avvicinando e, quindi, anche la festa di compleanno del nostro giornale. L’appuntamento è per le ore 17,30 presso l’Hotel Liberty e ci saranno proprio tutti, vale a dire i “vecchi” collaboratori e i nuovi protagonisti di questa avventura iniziata nel marzo del 2006. Tante le firme e i supporter, ma uno in particolare è e sarà sempre nei nostri cuori, proprio perché sin dall’inizio appose la sua prestigiosa firma sulle pagine di un giornale da un nome un po’ strano (“Non è tanto facile da ricordare, ma può funzionare”, ci diceva il nostro) e che lo vide subito protagonista. Parliamo di Luigi Braccili che poi è diventato nel corso degli anni un pilastro della rivista, al punto che le sue “Punture rosburghesi” non solo erano attese, ma facevano tremare i politici, ai quali Gigino non risparmiava le sue acute critiche. Proprio perché la festa sia anche un momento di ‘memoria storica’ abbiamo chiesto al figlio Umberto, nota firma della Rai regionale, di tracciarne un breve ricordo. Poche parole in cui si materializza l’immagine del padre.

 

Gigino Braccili in dieci righe. Si può, lui le avrebbe anche ridotte per parlare “i suoi grandi”. Un ricordo? Intanto stima massima per Eidos che gli aveva dato la possibilità di fare delle punture, lui che infermiere non era. Scriveva in autonomia, lo ha insegnato anche a me. Il “pic, poco indolor” era la sua libertà, come tutto quello che ha scritto nella vita. Penna eccelsa, non parla il figlio ma un invidioso, antifascista, perché ha conosciuto la banalità di un ventennio, libero e onesto. Ricordo qualcuno “punto” dal Gigino di Roseto che incontrandomi non protestava per quello che aveva scritto, chiedeva solo clemenza, magari con la formula di essere dimenticato. Io penso che uno dei problemi nati dalla sua morte sia quella pagina bianca oggi “virtuale” che qualcuno nota in un periodico del quale mio padre andava fiero. “Dove c’è un giornale libero c’è democrazia, un qualcosa che si respira” mi ha ripetuto già nella culla, quando ero neonato. Ci sono 50 libri scritti e tante punture per dire che è vivo. Ma ricordare, spesso non basta, almeno per me. Io cerco di stringere forte i suoi insegnamenti. Spero di non accontentarmi. Scusa papà, ho parlato bene di te per più di dieci righe ma …te lo devo.

Umberto Braccili … fu Luigi

 

  1. P. S. della redazione

Lo spazio delle “punture”, con altri spunti e diverse osservazioni, è a disposizione di Umberto che, a cadenze libere e compatibili con i suoi impegni lavorativi, inizierà un nuovo percorso “sulle vestigia degli antichi padri”, come avrebbe detto il Principe di Montenevoso.

Marco Cimorosi in mostra a Civitella del Tronto

MOSTRA-FORTEZZA-2016_420x600CIVITELLA del TRONTO – Dal 21 maggio al 13 giugno 2016, presso la Fortezza di Civitella del Tronto, il fotografo Marco Cimorosi presenterà la sua mostra fotografica “Te la do io l’America – aritmiche visioni metropolitane”. Sabato 28 maggio vernissage con l’intervento del prof. Vittorio Sgarbi e saluto del prof. Massimo Pasqualone.
Una serie di scatti dalla connotazione “Street Photography” presentano una visione personale della vita metropolitana d’oltre oceano. Le foto, prevalentemente in bianco è nero, fermano istanti di vita quotidiani, particolari curiosi, situazioni divertenti o dal profondo significato simbolico. “L’artitmia” della vita metropolitana è ben riconoscibile e assume una valenza artistica portando l’osservatore a immergersi in quella realtà per un breve viaggio artistico/sensoriale.

Roseto si prepara per la manifestazione fotografica nazionale “United Colors of Photography”

5°-meeting-2016-B-orizontale-bianco_600x400ROSETO – Dall’8 al 10 aprile si svolgerà presso i locali dell’Hotel Bellavista di Roseto degli Abruzzi, la quinta edizione della manifestazione fotografica nazionale “United Colors of Photography” che radunerà appassionati e professionisti da tutta Italia.
Con il patrocinio della Regione Abruzzo, quello della Provincia di Teramo, del Comune di Roseto degli Abruzzi e della Federazione Nazionale Associazioni Fotografiche; la manifestazione darà vita ad una serie di eventi di altissimo interesse.
La manifestazione è organizzata da “Domiad Photo Network”, il più grande ed importante network fotografico in Italia con più di 500.000 iscritti, il cui amministratore è il sig. Domenico Addotta. Membri dell’organizzazione anche: Marco Cimorosi, Antonio Manta e Paolo Agazi.

Cuore pulsante e “Leitmotiv” sono naturalmente le foto cui sarà dato ampio spazio con una serie di mostre a tema. La mostra “Paesaggi umani” raccoglie stampe di autori da tutta Italia distinti per regioni e ad essa è legato un concorso con un monte premi di 1.000 euro da cui usciranno tre vincitori. Le 84 foto dei finalisti sono racchiuse in un fotolibro rilasciato in forma gratuita ai partecipanti alla manifestazione fino ad esaurimento scorte.
Saranno allestite altre cinque importanti mostre di fotografi di fama Nazionale quali: Luigi Loretoni, Antonio Manta, Giuseppe Cardoni, Carlo Landucci e una collettiva di Penta experience per un totale di oltre 250 opere.
Ampio spazio sarà dato alla fiera espositiva organizzata da “Fornitureconti” nella quale si potrà vedere e provare materiale fotografico di vari brand ed un Canon Day con moltissime novità.
Sarà inoltre attivo un servizio di Check & Cleen e consulenza gratuita da parte di Camera Service Italia con la sua espertissima equipe.
Molti saranno i seminari e i workshop (tutti rigorosamente gratuiti) che toccheranno vari aspetti, dalla fotografia astronomica a quella sportiva, dalla stampa fine art all’elaborazione su computer. Il programma definitivo dell’intera manifestazione è visibile e scaricabile in: www.domiad.it/ucop-2016 .

Quindi un evento importantissimo per il centro Italia, che sia fotoamatori che professionisti non vorranno perdere.

“Storia dell’Italia occupata, 1943-1945”: al circolo Il Nome della Rosa, la presentazione del saggio di Marco Patricelli

thCAF85IXR_600x600GIULIANOVA – Domani, venerdì 22 gennaio 2016, alle ore 21:30, presso il circolo “Il Nome della Rosa” – con sede a Giulianova alta, in via Gramsci 46 – ci sarà un incontro di saggistica dedicato alla storia d’Italia dal 1943-1945, quando era occupata dalla guerra civile.

Il saggio “Storia dell’Italia occupata, 1943-1945“, edito da Laterza, è di Marco Patricelli a cura di Luca Maggitti.

Il nemico non era sempre riconoscibile, cambiava continuamente volto, poteva lusingare per poi colpire ferocemente, poteva presentarsi con i panni dell’amico. Poco importava se per entrare avesse trovato la porta aperta o l’avesse sfondata. Era in casa.
La guerra era piombata in casa all’improvviso nell’estate del 1943. Da sud risalgono gli angloamericani, da nord scendono le truppe tedesche: chi risaliva la Penisola portava la fine della guerra, chi calava da nord ne voleva la prosecuzione. Due macchine belliche spietate. I primi crimini di guerra sul territorio italiano li commettono gli americani, che si propongono come amici e liberatori, ma non si fanno scrupolo di passare per le armi i soldati italiani che si sono arresi. Poi toccherà ai tedeschi, e saranno all’altezza della fama di crudeltà conquistata in Polonia e in Unione Sovietica. L’Italia è preda, gli italiani sono predati, in balia degli eserciti stranieri, che siano occupanti o alleati. La morte e risurrezione del fascismo sotto tutela delle baionette di Hitler aggiungono un elemento di incrudelimento alla contrapposizione militare, perché impongono di scegliere, e non sempre si può scegliere. C’è poi un’altra guerra, la vita di tutti i giorni: fame, paura, illusioni, sofferenze e speranze. Nella lotta per la sopravvivenza, la popolazione travolta dagli eventi diventa vittima e carnefice della guerra civile. Venti mesi durissimi: mancava tutto, non solo la libertà che qualcuno negava, qualcun altro sognava, qualcuno cercava di conquistare e qualcun altro ancora intendeva regalare con l’arroganza del vincitore. La libertà sarebbe arrivata col pane e con la pace. E non necessariamente nello stesso ordine.

Fonte http://www.laterza.it/

Info a: +39 338 9727534